Riccardo Calatroni
(il batterista)
Un altro figlio d'arte sul podio più alto della Rondoband. Si, perché anche Riccardo Calatroni, novità assoluta del gruppo vogherese per la stagione 2012, è legato alla musica in maniera genetica.

Aspetto che a volte si traduce in tanta pressione, ma se sai governare le situazioni trasformi quell'eredità in spinta, in luce, in positività. Ed è quello che dimostra Riccardo nel prendere in mano la tradizione di famiglia e di papà Ermanno. Passato, presente e futuro: sfaccettature che in lui convivono e si sovrappongo, proprio come in una linea congenita.

D'altra parte si è ritrovato tra le mani una batteria già all'età di 4 anni e da lì in poi non si è più fermato.

Inerpicandosi nei vari generi inizialmente come autodidatta, forgiando la propria consapevolezza nei primi gruppi che gli capitava di costruire; dai "Pik-Up" alla "Fortunago band" dove ha la possibilità di intessere un tappeto di sonorità che va dai Beatles ai Deep Purple, dai Creedence ai Queen ai Steppenwolf.

Segue l'esperienza nell'orchestra di Gianni Zanoni che porta Riccardo a girare per tutto il nord Italia ed a compiere un salto di qualità nella propria crescita artistica.

Partecipa poi all'attività dei "Sound Gear", con i quali condivide la fusione di varie tendenze (rock, metal, rap), poi i "Terza classe" (cover italiane), ed ancora i "Southern Blues Band", tributo al southern rock, e, da ultimo, la partecipazione alla "Barbera Mojo & Tumbulin" (John Fogerty, Eric Clapton, Black Rose, RyCooder, Gary Moore, ecc.).

A 21 anni Riccardo decide di iscriversi al CPM, il Centro Professione Musica fondato nel 1984 da Franco Mussida (P.F.M.) e, nel giro di tre anni, supera gli esami di strumento con il maestro Roberto Gualdi (per nove anni nella P.F.M. e premio come miglior batterista 2010 per la rivista InSound) e di musica d'insieme con Paolo Jannacci, figlio del grande Enzo.

A 27 anni vanta quindi un consistente background musicale che gli deriva dall'atmosfera in cui è cresciuto e dalle vicende nelle quali si è potuto temprare.

Musica nel dna, dicevamo. La sua personale passione lo ha portato ad approfondire conoscenze tecniche ed artistiche che oggi mette a frutto sulla pedana della Rondoband, gruppo tetragono e autentica macchina da spettacolo, con un quaderno ricco del fascino e della bellezza di quella musica che è storia e già leggenda. Qui Riccardo ha l'opportunità di assicurare la propria precisione stilistica, l'affidabilità dell'accompagnamento.

Non ha avuto difficoltà ad inserirsi alla perfezione nella famiglia Rondoband colpendola al cuore con la forza del suo animo ostinato; tenace e meticoloso, minuzioso nell'andare alla ricerca dei dettagli.

Un nuovo patrimonio della band, una comunità che aspetta un gesto e sa riconoscerlo,l'espressività virtuosa che scaturisce dal fondo di sé stessi, là dove si misura un musicista. E Riccardo ha la stoffa per esserlo a tutto tondo.


La band vista da un amico