L'aria che ha sempre respirato fin dai suoi primi sorrisi non poteva che condurlo lì, ma il suo diventare musicista lo si deve ad un riflesso condizionato, quasi ad una postura esistenziale, un chiaroscuro di quelli che nella fantasia di tanti doveva essere, giocoforza, parte integrante di una sorta di saga familiare declinata in note, alla quale pure lui non poteva sottrarsi.
Ed è appena ieri l'altro, ovvero nel settembre del 2009, che Luca, trascorsa l'estate a seguire i concerti della Rondoband di papà Graziano, decide di varcare la fatidica soglia, di incamminarsi lungo quell'ineludibile strada maestra e, pensando di facilitarsi il compito, sceglie il basso ( in fondo, ha solo quattro corde!!! ) come strumento per affrancarsi da tutti quelli che per anni gli avevano chiesto insolenti: "Ma tu che strumento suoni?".
Per uno di quegli sberleffi che fanno e disfano le storie delle persone, fu proprio Paolo Botticini che gli fornì la prima dote: un Guild Starfire, un pezzo vintage del 1970, semiacustico.
Fu l'iniziazione e Luca capì da subito quali orizzonti inesplorati poteva percorrere e setacciare.
Bruciando in poco tempo le tappe dell'apprendistato, con le lezioni formative presso la Civica Scuola di Musica e la forgiatura più consistente acquisita con il salire sui primi palcoscenici.
Ora, imprevedibile come la vita, l'occasione del gran balzo, ovvero dalla "cantera" alla prima squadra. Un testa-coda generazionale che passa attraverso quel filo emozionale che ha caratterizzato il modo di stare assieme della comunità Rondoband.
E' la stella più giovane e promettente, un canzoniere da confezionare e farlo diventare zampillante, echi del passato e del presente. Tutti elementi su cui costruire proficue strategie.
Eppure non è tutto qui, il gioco non è semplice come sembra e Luca non è una figurina prefabbricata gettata nella mischia e destinata a bruciare nel falò della vanità della Rondoband.
Il ragazzino ha talento, anche se il suo universo espressivo per ora è più simile ad un microcosmo da periferia pasoliniana.
Comunque basi solide e quel tutore che si ritrova.
Niente male per un debuttante o quasi: il ragazzo farà strada, ha tutte le carte in regola per passare da giovane promessa a solida realtà.
La band vista da un amico